Visualizzazione post con etichetta cinema e dintorni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cinema e dintorni. Mostra tutti i post

mercoledì 5 agosto 2009

Wake Up Wake up!! A big and international event in Sicilyland : A.RE.S SHORT FILM FESTIVAL


A.re.s Short Film Festival
October 22-25 2009 at Castello Maniace - Syracuse - Sicily
La scadenza per iscriversi al concorso è stata posticipata al 31 agosto 2009
Le iscrizione al workshop non oltre il 12 ottobre 2009

--------------------------
A.re.S. Short Film Festival - Arte e Responsabilità Sociale.
Rassegna Concorso internazionale di cortometraggi e workshop di videomaking.
Il Bando di Concorso ed i Moduli di Iscrizione in Italiano ed in Inglese sono reperibili sul sito
http://www.ergoform.it/

martedì 9 settembre 2008

FACCIA DA BIRKENSHOCK



LIDO DI VENEZIA
Sulla Terrazza dell'Excelsior al Lancia Café...

SCOOP!
La prima volta di Marla...
con un paio di Birkenstock!

domenica 7 settembre 2008

CALA IL SIPARIO SUL FESTIVAL...SI TORNA A CASA!











Leone d'oro a "The Wrestler" con Mickey Rourke, tornato dall'inferno e con la sua faccia da pugni dati e presi,
"Paper Soldier", il film del russo Aleksei German jr., si è aggiudicato il Leone d'argento per la migliore regia
Silvio Orlando, protagonista del film "Il papà di Giovanna" di Pupi Avati, ha vinto la Coppa Volpi per il miglior attore
La Coppa Volpi come miglior interprete femminile è andata a Dominique Blanc, protagonista del film francese "L’autre" di Bernard e Trividic.
"Il pranzo di Ferragosto" migliore opera prima. Una delle vecchiette protagoniste mi ha confidato: "Che cosa non si fa per uscire dall'ospizio!!"















Mentre è tempo di bilanci, il commento del direttore dell'ultima edizione...
MARCO MULLER: HOLLYWOOD CI AMA…MA NON SONO BABBO NATALE"

LIDO DI VENEZIA: FACCE DA FESTIVAL



MIMMO CALOPRESTI..."LA FABBRICA DEI TEDESCHI"...Il film è un colpo al cuore, allo stomaco, al cervello.







Lina Wertmüller...pseudonimo di Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich




FRABRIZIO MOSCA...L'AFFASCINANTE PRODUTTORE DEL FILM "NUOVOMONDO" DI CRIALESE
(Premiato a Venezia come Migliore Film Italiano nel Mondo)



GIGI MARZULLO..."Si faccia una domanda e si dia una risposta"

martedì 13 maggio 2008

MOJITO - L'ATRA LUCE DEL CINEMA



MILANO 9 MAGGIO – “Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, le orecchie sono la via più breve per toccarla”. Così il giovane regista milanese Stefano Bruno commenta il cortometraggio “Mojito – L’altra luce del cinema”, il primo progetto cinematografico ideato dall'agenzia di produzioni video ed eventi Hovo Faber con la produzione della società 360Degrees Film per essere fruito, senza l'utilizzo di un audio commentary, sia da un pubblico normodotato sia da un pubblico non vedente, e presentato in anteprima a Milano nella Terrazza Martini.

Finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, patrocinato dalla Venice Film Commission e con il sostegno del CBM Italia, associazione no profit che si occupa di cura e prevenzione della cecità e della disabilità nei Paesi in Via di Sviluppo, “Mojito” fa parte di una trilogia di cortometraggi a sfondo sociale nati con l’intento di realizzare una cinematografia alternativa che coinvolga, attraverso l’utilizzo di un linguaggio innovativo ed al contempo fresco, un pubblico giovane a temi di attualità difficili da affrontare e di cui si vuole e si deve discutere. Il primo corto “Caipiroska alla fragola” era sulla prevenzione e sensibilizzazione al virus dell’HIV. Muovendosi in questa direzione, il terzo progetto, in via di realizzazione, completerà il cofanetto dal titolo“Happy Hour”.

La storia del cortometraggio, delicato e sorprendente, girato in una Venezia piena di magia, ripropone, in chiave cine-televisiva, la formula degli storici radiodrammi. Il fulcro narrativo è lo svolgersi nonché l’incontrarsi dei due personaggi protagonisti, Paolo, giovane sui trent’anni, vitale ed atletico, affetto da ipovedenza, che non riesce ad attraversare la vita senza urtarla, senza far rumore, e Anna, giovane pittrice che gli ribadisce che “nessuno lo autorizza ad essere arrogante con il mondo solo perché è cieco”. Paolo accetta la sfida: decide di far provare ad Anna cosa significa muoversi nel buio, l’amplificazione dei suoni e dei rumori le devono bastare per orientarsi. I due si muovono tra le calli veneziane alla scoperta di un mondo parallelo, fino a provare l’emozione finale e liberatoria, una sorta di rinascita per entrambi, magistralmente rappresentata e racchiusa in una corsa disperata e spasmodica in un vicolo poco più largo di un metro e mezzo.

“Mojito è una storia da gustare ad occhi chiusi - sottolinea il regista - che rende speciale la fruizione sia per chi può vedere le immagini, sia per chi ne può seguire solamente la parte sonora”. E’ pensato per essere un’esperienza multisensoriale, che permette allo spettatore una fruizione del film in tre dimensioni: i suoni, i rumori e le voci sono portati attorno allo spettatore, contestualizzandolo al centro della scena e, quindi, immettendolo naturalmente dentro la storia”.

In “Mojito” niente è lasciato al caso. Una serie di accortezze tecniche e narrative, permettono di seguire completamente lo svilupparsi della narrazione. Vista e udito corrono di pari passo e raccontano la stessa storia vivendo sì complementariamente ma avendo la possibilità di svincolarsi l’una dall’altro e rendere lo spettatore protagonista attivo, immerso magicamente in un mondo che pian piano sembra acquisire i connotati della realtà.

Al di là della maestria tecnica, narrativa, al di là di ciò che “Mojito – L’altra luce del cinema” possa rappresentare come prodotto di nuova frontiera cinematografica, l’elemento che traspare chiaramente è il messaggio che si è voluto far vedere e sentire a 360 gradi: la lotta al pregiudizio nei confronti di ogni forma di disabilità e la continua tensione verso una pari dignità per tutte le persone.

domenica 17 febbraio 2008

QUANDO GLI ORSI VANNO IN LETARGO






La Berlinale è rimasta coerente con la sua tradizionale linea di attenzione al cinema politico e di impegno sociale e non a caso la giuria, presieduta da Costa Gavras, ha premiato con l’Orso d’Oro per il miglior film“Tropa de Elite”.
La pellicola brasiliana è firmata dall'esordiente José Padilha, che, ispirandosi a fatti e personaggi della cronaca nera brasiliana, ha costruito un thriller d'azione politico dallo stile quasi documentaristico, dove a farla da padrone è la violenza e la corruzione della polizia.
Denuncia politica anche per l’Orso d’argento – Gran premio della giuria – andato al film documentario “Standard Operating Procedure” di Errol Morris sulle torture nel carcere di Abu Ghraib.
Immancabile, a conferma delle 8 nomination agli Oscar e della vittoria ai Golden Globe, l’Orso d’argento per la regia al “Petroliere” che si è portato a casa anche quello per la migliore colonna sonora, andata a Johnny Greenwood chitarrista dei Radiohead. Visibilmente soddisfatto il regista Paul Thomas Anderson che ha ritirato entrambe le statuette.

Dopo la consegna degli Orsi al Berlinale Palast, ha chiuso ufficialmente il Festival la proiezione della surreale commedia “Be Kind Rewind” di Michel Gondry, il quarantenne regista francese dalla faccia da bambino (“L’arte del sogno” e “Se mi lasci ti cancello”), che vanta un cast d’eccezione tra cui Jack Black, Danny Glover e Mia Farrow.

Molto soddisfatto per il bilancio estremamente positivo , sia per il numero di spettatori che di addetti ai lavori presenti, il direttore Dieter Kosslick: "E' stato un festival di grande musica, grandi emozioni e grandi artisti e la città quest'anno non è stata fredda ma molto cool”.

Il sipario è ormai chiuso, tutto è filato liscio e gli orsi sono andati in letargo per risvegliarsi alla 59° Berlinale che si terrà dal 5 al 15 febbraio 2009.

Da Berlino è tutto, passo e chiudo.

sabato 16 febbraio 2008

PREMIO BACCO





Berlino -Festa delle Stelle
Beccato il nostro amatissimo
e fascinoso allenatore nel pallone
Marcello Lippi

...e non poteva non mancare
l'eclettico quanto eccentrico,
unico ed inimitabile...
Wim Wenders

Le tradizioni a Berlino sono tradizioni e come tutte la tradizioni vanno rispettate.
Tra queste vi segnalo l’importanza di un premio che un famoso ristoratore italiano il Cav. Massimo Mannozzi assegna annualmente da quando, quasi per gioco, ad un tavolo del suo ristorante, appunto Bacco, insieme ad alcuni critici ne ebbe la felice intuizione.
Si tratta del tradizionale “Premio Bacco”, o, come è chiamato dagli insider, “Sophia”, (in onore dell’attrice italiana Sophia Loren che nel 1994 fu la prima a ricevere tale premio) che viene assegnato all’artista che ha meglio o con più forza interpretato, nei film italiani presentati alla Berlinale, l’intensità dei valori del cinema come specchio della vita.

Questo premio assieme al “Premio Bacco Speciale”, destinato ad attori o personalità di fama internazionale, costituiscono il momento clou della serata di Gala nota come “Notte delle stelle”.

giovedì 14 febbraio 2008

BERLINO...IO E IL MAESTRO ROSI




che emozione...
ritrovarsi vicino ad un orso d'oro
alla carriera!


FRANCESCO ROSI – padrino d’eccezione nel quartiere Mitte

Grande emozione alla Berlinale per la consegna dell’Orso d’oro alla carriera al regista italiano FRANCESCO ROSI, che con i suoi ottantasei anni è uno dei venerati maestri del cinema politicamente impegnato.

In occasione dell’evento, davanti ad una platea affollatissima, in prima fila Antonello Grimaldi, Nanni Moretti e Isabella Ferrari, è stato proiettato il film “Salvatore Giuliano”, per la cui regia Rosi, alla Berlinale del 1962, ricevette l’Orso d’argento.
Dopo un’appassionata laudatio, il maestro, visibilmente commosso ed emozionato, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento dalle mani di Dieter Kosslich, direttore del festival.

Nel pomeriggio, in un momento privato, senza gli indiscreti occhi della stampa, il Maestro si è recato nel quartiere Mitte, cuore dell’ex Berlino Est, a visitare, presso la Galleria d’arte AB Project, la retrospettiva “Immagini di una vita di Francesco Rosi” a lui dedicata.
L’allestimento propone 35 immagini selezionate dalla ricchissima collezione personale di Francesco Rosi – recentemente acquisita dal Museo Nazionale del Cinema - che ripercorrono le tappe principali della sua carriera cinematografica. A completamento della mostra, il documentario "Il cineasta e il labirinto" (2002) di Roberto Andò (55', versione italiana con sottotitoli in tedesco) prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Divisione Produzione, un ritratto dal vivo di Francesco Rosi realizzato da uno dei registi italiani che si sono ispirati alla sua opera, con interviste, oltre che al regista stesso, a Martin Scorsese, Giuseppe Tornatore e Tullio Kezich.

Presenti Alberto Barbera, direttore del Museo del cinema di Torino, che ospiterà in seguito la mostra, Alberto Bolaffi, direttore dell’Istituto di Cultura a Berlino, Irene Bignardi, presidente di FilmItalia e Luciana Castellina, presidente di Europacinema.

Il regista è rimasto a lungo nella galleria, commentando ogni singola immagine con aneddoti e ricordi che hanno appassionato i numerosi giovani presenti, che si sono poi contesi le copie del poster della mostra da lui autografate.

Interrogato da me sulla situazione politica italiana e se dovesse fare un film in questo
momento....
Rosi: è triste la situazione... è triste perché gli uomini politici confessano di non avere lucidità
rispetto al paese, confessano la loro impreparazione a reggere questo momento di confusione....
e quindi cosa volete che io possa fare se facessi un film....
prima di tutto mi troverei a ripetere quello che ho già detto con la quasi totalità dei miei film... le tematiche ed i problemi sono sempre quelli...e non sono stati risolti...

…quindi non è molto ottimista?
Rosi: la mia natura profonda, essendo napoletano, non è quella di un ottimismo a tutti i costi.....e
certamente più che essere un pessimista io mi definisco un "attendista"...attendo quello che avverrà....anzi quello che saremo capaci di far avvenire......ognuno con il proprio mestiere, perché
ognuno con la propria professione rappresenta una partecipazione alla vita di tutti...

giovedì 7 febbraio 2008

I'M THERE!




APPUNTI DI VIAGGIO

Frizzante, semplicemente frizzante mi viene in mente come aggettivo per caratterizzare questa 58 edizione della Berlinale.
Frizzante per definire l’aria che si respira.
Frizzante lo sguardo dei giornalisti e dei fotografi.
Frizzante il sorriso, quasi di plastica, dei passanti che si incrociano.
Frizzante l’atmosfera che elegia sopra di tutto ed avvolge le vie ed i palazzi.

Frizzante come Berlino, simile ad una foresta di vetro e cemento che nella
sua immobilità viva attende in ascolto.


Tutto è pronto per la Berlinale,
Questo mondo di celluloide sta per prendere forma, lo spettacolo sta per prendere vita e
trasformarsi in emozioni e sorrisi,
ammiccamenti e omaggi,
elogio e critica,
e ,come ogni competizione di tutto rispetto, vincitori e vinti.